I Microformats: estrarre info da pagine web per riutilizzarle Dicembre 31, 2007
Posted by kaosktrl in internet.add a comment
Probabilmente avete avuto necessità di estrapolare informazioni da siti web come ad esempio delle informazioni riguardo una persona (indirizzo, email ecc) e utilizzarle in un’altra applicazione o ancora cercare velocemente un posto su (google maps ad esempio) partendo dalle coordinate che avete avuto su un altro sito.
Il Web semantico è da poco nato e si preoccupa di come mettere in relazione dei contenuti (informazioni) tra applicazioni diverse ovvero classificando le informazioni, strutturandole in modo che le applicazioni le sappiano riconoscere.
I Microformats tentano di rispondere a questa esigenza. Essi non sono altro che tag nascosti che permettono di identificare una certa informazione contenuta in una pagina web che poi è possibile impiegare in alcune applicazioni.
Che tipo di informazioni è possibile estrarre? Come fare a riconoscerle?
Una cosa per volta…
Il sito ufficiale è Microformats.org , sulla destra vedete gli attuali microformati : hcard (per identificare le informazioni sulle persone e organizzazioni), hCalendar (per gli eventi), geo (per indicare le coordinate geografiche), rel-license (per indicare una licenza), ecc ecc.
E’ chiaro che una volta strutturate queste informazioni e si dispone di una applicazione che riesce ad estraporarle è possibile poi riutilizzarle altrove. Firefox 3 sta appunto puntando alla loro integrazione, al momento in Firefox 2 esistono 2 plugin: Tails Export e Operator
Ora, una volta installato uno dei due , se andate sul sito ufficiale, dove per ogni microformato ci sono gli esempi, vedrete nella barra relativa al plugin comparire le informazioni estrapolate da cui è possibile il loro riutilizzo, esempi:
-) Operator in presenza di un contatto (microformato hCard) da’ la possibilità di esportare il contatto ovvero estrapolare il file vcf da aprire in Outlook o in Thunderbird (per Thunderbird non c’è piena compatibilità , ho trovato solo questo plugin che permette di gestire i vcf ma dovete salvarli prima invece di aprirli direttamente poichè l’Address book è integrato in Thunderbird (potete infatti richiarmarlo con: thuderbird.exe -addressbook) ) oppure aggiungerlo tra i segnalibri di Firefox o ancora aggiungerlo ai contatti di Yahoo!
-) Sempre con Operator in presenza di un evento (microformato hCalendar) si ha la possibilità di esportare l’evento in un file ics, il formato di iCalendar (in fondo al link c’è la lista delle applicazioni che lo supportano), oppure aggiungere l’evento a Google Calendar o Yahoo! Calendar
-) Sempre con Operator in presenza di un luogo (microformato geo) si ha la possibilità di esportare le coordinate nel formato KML o di trovare il luogo su Google Maps o Yahoo! Maps
Nota: ho usato Operator come esempio poichè mi pare più completo
Quindi quando pubblicate qualcosa sul web magari organizzatelo secondo un microformato, non mi resta che augurarvi: Buon Anno
!
Ulteriori info:
http://mozlinks-it.blogspot.com/2007/04/operator-e-i-microformati.html
GnuCash, Grisbi, jGnash, JMoney: i 4 della contabilità personale Dicembre 29, 2007
Posted by kaosktrl in Software Libero, contabilità .add a comment
Un mio collega stava cercando un software per i suoi amici nell’ambito del personal accounting o contabilità personale.
Ho trovato queste 4 applicazioni libere e multipiattaforma e cerchero’ di evidenziarne le differenze, premettendo che sono applicazioni che non ho mai usato e che non sono un esperto in materia.
Cominciamo da
GnuCash 2.2.2
Il file per Windows è il più grande tra i 4 circa 50MB e una volta installato circa 200, questo è spiegato per lo più dal fatto che include le librerie GTK 2. Dal sito si possono scaricare i binari per Windows o i sorgenti del codice.
GnuCash in fase di installazione richiede dapprima la lingua da scegliere tra Tedesco, Inglese, Francese, Greco, Portoghese (manca quindi l’Italiano anche se poi è possibile localizzare l’applicazione in ben 21 lingue compreso l’italiano tranne la documentazione), dopo dovrete accettare la licenza GPL 2 e a seguire il resto dell’installazione.
La cosa che puo sicuramente interessare è il fatto che puo importare file QIF e OFX da Quicken e MS Money che sono altri 2 programmi di personal accounting ma proprietari. Tra l’altro esiste il supporto all’HBCI in altre parole il protocollo tedesco Home Banking Computer Information.
Una volta avviato, scegliendo un nuovo set di account, vi viene chiesto:
- il tipo di valuta usato
- le categorie che volete gestire, di default viene assegnata la “common account” che include assicurazione, trasporto pubblico, spese mediche, telefono, tasse, gas ed elettricità e tante altre spese, probabilmente quindi vi puo’ bastare questa categoria
- quali tra le categorie scelte hanno un bilancio aperto (open balance)
L’applicazione si compone di una serie di tab che si aprirano per ogni spesa da determinare, ogni spesa/reddito tra l’altro puo essere categorizzata e possono essere fatti trasferimenti da una spesa/reddito ad un’altra. Esistono innumerevoli opzioni tra cui quella del calcolo finanziario e la possibilità di gestire le fatture inserendo un loro identificativo. Potete inoltre classificare le persone relative alle spese in Clienti (Customer), Commercianti (Vendor) e Impiegati (Employee) oltre a tutta una serie di report e grafici automaticamente generati.
Se minimizzate l’applicazione dopo 5 minuti vi viene chiesto se si vuole salvare i dati e semmai di non chiederlo più.
Grisbi 0.5.9
Il file per Windows occupa circa 9 MB (ottimo se teniamo presente che fa uso di librerie GTK) ma le lingue in fase di installazione sono solo 2: Inglese e Francese. Quello che sorprende nel sito è che l’applicazione è pacchettizzata per molte distribuzioni ma anche per Zaurus, ZenWalk e Nokia 770.
Anche qui dovrete accettare la licenza GPL 2 e aspettare che l’installazione finisca (sono circa 22 MB). Contrariamente a GnuCash non c’è un wizard all’avvio ma dovrete dal menu creare un nuovo account, scegliendo tra Bank Account, Cash Account, Liabilities Account, Assets Account. Scegliendo uno di questi vedete che anche qui l’applicazione si compone di tab, ma in questo caso identificano le transazioni, lo scheduler, gli account, le categorie e i report.
Anche qui è possible creare diverse categorie e sottocategorie e poterle esportare/importare tramite file cgsb.
Tra l’altro potete importare gli account da file QIF, OFX e anche da GnuCash mentre potete esportare il tutto in QIF e CSV.
A mio parere dà l’idea di essere più spartano ma non troppo nel senso che da un lato sembra povero di funzionalità rispetto a GnuCash ma nello stesso tempo rimane più ordinato; difficile giudicare da chi non ha esperienza e bisogno di queste applicazioni.
Il file salvati in Grisbi sono file XML.
jGnash 1.11.6
Il file per Windows occupa appena 6 MB (il più piccolo tra i 4). JGnash è una applicazione java (richiede almeno la versione 1.4, cmq non male l’idea). Una volta scaricato dovete accettare una delle licenze (ne ho accettato una sola delle tante presenti) e vi viene chiesto se volete creare un nuovo file con estensione jgnash.xml (ottimo quindi se si fa uso di xml) che potete persino criptare e poi parte un piccolo wizard che vi chiede:
- la valuta usata
- la possibilità di usare più valute
L’account viene creato e suddiviso subito in 3 parti: Bank Account, Expense Account e Income Account e avete la possibilità di aggiungere/cancellare sottocategorie a queste, il tutto nella sezione Account List poichè infatti avete un menu laterale suddiviso in Account List, Account Register e Reminder.
L’Account Register vi permette di aggiungere le spese, i rimborsi o i trasferimenti alle varie categorie mentre il remider vi permetterà di ricordare di eventuali depositi/prelievi/pagamenti da effettuare in futuro.
Dal menu dell’applicazione potete importare in QIF e GnuCash mentre potete esportare il bilancio mensile in CSV oltre a vedere una serie di report e grafici ovviamente dal menu Report.
JMoney 1.0pre2
JMoney, come preannuncia la parol,a è scritto in Java, la versione per Windows occupa circa 35 MB compressi (40 una volta estratto) ed è distribuito con licenza GPL.
Si appoggia sostanzialmente alla struttura di Eclipse (ovviamente alleggerito). All’avvio vi compare un wizard chiedendovi se avete qualche account da importare da Quicken, MS Money, GnuCash, un file, un database. Quando il wizard scompare rimarrete per un attimo di fronte alla struttura di Eclipse che puo’ spaventare per chi non sa cosa sia, tuttavia andando dal menu file, come suggerito precedentemente, possiamo aprire un nuovo account.
Nel menu a sinistra potete impostare l’account, le categorie, le valute, la possibilità di inserire fatture, creare report e grafici. Una volta stabilita una valuta e togliendo il dollaro americano impostato per default (per rimuoverla aggiungere una nuova valuta e impostarla come default). Non esiste un elenco di categorie (che magari piacerebbe già trovare senza crearle), se cliccate col tasto destro del mouse sulla scheda delle categorie potete crearne di nuove come anche le sottocategorie, il nome lo potete modificare modificando il testo al di sotto del riquadro.
La creazione di un nuovo account è possible cliccando col tasto destro del mouse e scegliendo New Bank account.
L’interfaccia per me è inusabile.
In conclusione per me GnuCash si puo’ considerare avanti sia per le funzionalità sia per l’interfaccia abbastanza intuibile; forse sarebbe stato meglio realizzare l’applicazioneo in Java (rendendola più portabile) come accade per jCash e JMoney senza incorrere nelle librerie GTK e magari provare a pensare ad una versione ridotta che puo’ stare su un palmare (come per Grisbi) e che comunichi o salvi la spesa fatta quando si è fuori casa.
Se usate Ubuntu trovere GnuCash già pacchettizzato che si puo’ installare tramite Synaptic o via terminale tramite APT e provvederà automaticamente ad installare tutte le librerie richieste. Per Mac dovete grattarvi la testa un po’ perchè o dovrete usare Fink o MacPort.
Links:
http://en.wikipedia.org/wiki/Comparison_of_accounting_software
Google Web Toolkit vs Echo 2: confronti Dicembre 24, 2007
Posted by kaosktrl in Software Libero, internet, web 2.0.2 comments
Per un progetto a cui sto lavorando mi sono ritrovato ad usare Google Web Toolkit, che per chi non lo sapesse consente di realizzare applicazioni web 2.0 (Ajax, in concreto html e javascript) partendo dal codice Java come è stato fatto per Google Maps o Gmail.
Google Web Toolkit si propone quindi come framework per applicazioni web accodandosi a Ruby on Rails, CakePHP, Zend Framework (in un prossimo articolo cerchero’ di parlare di Openlaszlo, che dovro’ studiare con molto piacere).
Indagando ho scoperto come parte di esso sia libero, essendo precisi solo le API sono rilasciate con licenza Apache 2.0 ma non il compilatore Java-to-Javascript. Ho quindi cercato qualcosa di simile ma effettivamente libero e ho trovato Echo2 (rilasciato con la Mozilla Public Licence), che ha delle differenze di base che vale la pena sottolineare, percio’ vi traduco un articolo che ho preso da qui (l’articolo è stato scritto dal capo sviluppatore di Echo2, potete pensare che è di parte ma non lo è):
“Google Web Toolkit (GWT) è stato confrontato a Echo2 da sempre. Qualcuno di questi confronti è stato equamente accurato, mentre altri contengono con informazioni non molto esatte. Questo articolo, scritto dal capo sviluppatore di Echo2, discute le somiglianze e le differenze tra questi 2 frameworks.
Panorama
Il confronto tra GWT e Echo2 è interessante. Entrambi questi framework hanno un non-tradizionale approccio verso lo sviluppo di applicazioni web, anche considerando l’ultimo genere di “framework basati su AJAX” disponibile ad oggi.
La più ovvia similitudine tra GWT e Echo2 è che entrambi permettono allo sviluppatore di creare interfacce web utente dinamiche AJAX usando solo Java. In entrambi i progetti, le UI (interfacce utente) sono sviluppate in modo simile a SWT o Swing: assemblando gerarchie di componenti e registrando gestori di eventi. Nessun progetto richiede allo sviluppatore di lavorare con HTML, Javascript o XML.
La più ovvia differenza tra GWT e Echo2 è che tutto il tuo codice GWT è eseguito sul client mentre il codice Echo2 è eseguito sul server. Ci sono vantaggi e svantaggi in entrambi gli approcci che saranno evidenziati attraverso l’articolo.
Il nucleo di GWT è il compilatore Java-to-Javascript. Questo compilatore ti permette di sviluppare l’interfaccia web alla tua applicazione in Java e quindi compilarlo in JavaScript. GWT limita lo sviluppatore ad un sottoinsieme delle librerie Java 1.4. Le applicazioni GWT possono essere servite da qualunque web server, come Apache, senza il bisogno di una elaborazione dal lato server.
Le applicazioni Echo2 sono compilate in byte code Java e vengono eseguite su un server Java. Il loro codice Java è eseguito dalllo strato “Web Application Container” di Echo2, che siede sopra una Servlet Java. Dal lato browser, il “Client Engine” di Echo comunica cio’ che è stato inviato dall’utente al Web Application Container tramite richieste AJAX, con il server che risponde con direttive in modo da apportare aggiornamenti incrementali allo stato del browser client.
Prestazioni dell’interfaccia utente
Con GWT, tutto il codice relativo alle interfacce utente esiste sul browser client. In operazioni che non richiedono la comunicazione con il server, — ovvero, che non richiedono il recupero dallo strato di mezzo (middle tier) — questa configurazione da luogo a tempi di risposta che non sono dipendenti dal server. Quando i dati devono essere recuperati dallo strato di mezzo o dallo strato business logic, il tempo di risposta è soggetto alle stesse condizioni come ogni altra applicazione Java, ad esempio, latenza di rete, banda e prestazioni del server.
Il codice di una applicazione Echo2 viene eseguito dal server, cosi per ogni interazione utente che richiede una chiamata allo strato di mezzo o una immediata esecuzione del codice Java dell’applicazione, una connessione AJAX è fatta al server. Le componenti Echo2 sono progettate per minimizzare una comunicazione client/server il più possibile, limitandola nei tempi in cui il server deve essere notificato immediatamente di eventi. Per esempio, semplici eventi cone un input dell’utente in un componente TextField non darà luogo ad un contatto al server. La risposta del server è il minimo insieme di istruzioni all’aggiornamento incrementale del client in modo da riflettere uno nuovo stato dello schermo.
Le applicazioni GWT sono servite al client come un singolo file HTML/Javascript, contenendo la totalità dell’interfaccia utente. La dimensione di questo file srà proporzionale alla dimensione del codice della tua interfaccia utente e delle librerie del toolkit usate dalla tua applicazione.
I moduli Javascript di Echo2 sono caricati pigramente(lazy-loaded) al client e da li’ in poi messi in cache. Un modulo sarà recuperato quando un componente che appare sullo schermo lo richiede. Il codice dell’applicazione non è mai mandato al client, solo lo stato dell’interfaccia utente.
Strato di mezzo / Recupero dati
Per accedere ai busines data o effettuare un business process, una interfaccia utente GWT da una chiamata di procedura remota (RPC) dal browser alla Servlet. GWT fornisce un meccanisco per fare una invocazione RPC trasparente allo sviluppatore, permettendogli di costruire l’applicazione con “Plain Old Java Objects” (POJOs). Comunque, qualunque applicazione che fornisce una capacità RPC è una applicazione distribuita — anche quando l’RPC avviene trasparentemente allo sviluppatore. Applicazioni distribuite in ditte o aziende di solito prendono in considerazione la sicurezza e gli oggetti remoti che servono i client GWT devono essere progettati focalizzandosi sulla sicurezza in modo da deviare attacchi da applicazioni client imitate o ostili
Le applicazioni Echo2 supportano, ma non richiedono, l’uso di una logica di applicazione distribuita o un SOA (Service Oriented Architecture). Alternativamente, le applicazioni Echo2 possono essere costruite per girare interamente su una singola istanza della JVM, appoggiata da uno strato di mezzo di tipo POJO. Questo permette agli sviluppatori di Echo2 di costruire applicazioni senza preoccuparsi della sicurezza della logica di applicazione distribuita — facendo leva sul fatto che molti robusti framework vengono costruiti attorno allo sviluppo POJO come Spring Framework e Hibernate. Echo2 riesce in questo tenendo lo stato dell’interfaccia web dell’utente sul server cosi nessuno oggetto remoto ha bisono di essere esposto.
Prestazioni sotto carico
Il GWT è una tecnologia UI thick-client (l’applicazione gira sul client) mentre Echo2 è una tecnologia UI thin-client (le applicazioni girano sul server). Un thick-client avrà dunque meno carico sul server anche se il numero degli utenti aumenta. Questo vantaggio di GWT è molto pronunciato nei casi dove applicazioni sono semplici e l’accesso ai dati memorizzati è limitato, e meno con più applicazioni complesse che richiedo più frequenti richieste alla memorizzazione dei dati. In un tipico ambiente, dove ciascun framework satura la banda di rete prima dell’uso della risorsa dal server, ad esempio potenza di elaborazione e memoria, cio’ diventa un problema.
Ambiente Run-time
GWT ha qualche limitazione dovuta al fatto che le applicazioni devono essere eseguite sul browser client. Per primo, le applicazioni GWT sono limitate ad usare un sottoinsieme delle librerie Java, che consistono di 27 classi, 11 interfacce e 18 tipi di eccezioni che si trovano inei package java.util e java.lang (in GWT 1.0.21). Questa limitazione previene le applicazioni GWT dal linkare molte librerie Java esistenti. Inoltre, tutto il codice Java deve essere compatibile con le specifiche Java 1.4; 1.5 non è supportato. Porzioni di codice delle API Java relativo alla localizzazione non è fornito
Debugging
GWT fornisce un alternativo ambiente di deploy per le applicazioni al fine di facilitare il debugging. L’ambiente, chiamato “Hosted Mode”, permette ad una applicazione GWT di essere eseguito come byte code Java in una JVM locale, al quale un debugger di un IDE puo essere connesso. In questo modo, l’interfaccia utente dell’applicazione è mostrata in uno speciame browser web (derivato da Mozilla/Firefox).
Le applicazioni Echo2 possono essere debuggate nel modo convenzionale, connettendo un debugger di un IDE alla JVM corrente che esegue la Servlet container.
Licenze
La primaria componente di GWT, il compilatore Java-to-Javascript, è proprietario, software distribuito solo in binario. Le librerie API Java sono libere, distribuite sotto licenza Apache. Le librerie API non hanno significato senza il compilatore proprietario. Il (non critico) browser hosted-mode è anche esso sotto licenza proprietaria. GWT è fornito senza alcuna spesa.
Echo2 è software libero, distribuito con licenza Mozilla Public License e fornito senza alcuna spesa.
ApplicabilitÃ
GWT puo’ essere usato come un mezzo per la creazione di componenti AJAX da incorporare nelle tradizionali applicazioni web (o anche in pagine web statiche) come anche per la creazione di complete applicazioni per interfacce utente. Ci sono alcuni problemi per la creazioni di grandi applicazioni, dove il download di un’intera applicazione verso un browser web in un colpo potrebbe essere non pratico. La perdita di localizzazione e la mancanza del pieno supporto alle API Java presenta un problema per grandi soluzioni.
Echo2 è pratico per la creazione di applicazioni web di ogni dimensione. E’ comunque non inteso all’uso di semplici funzioni per una piattaforma il cui scopo è la creazione di componenti AJAX in framework web (o siti web statici) tradizionali.”
Se siete arrivati fin qui nella lettura e siete incuriositi, ho trovato 2 link dove cominciare a scrivere il vostro Hello World con GWT e Echo2:
Spero che con la traduzione e con i 2 esempi di avervi illuminato un po’
Joomla Day, 19 Gennaio 2008 Dicembre 18, 2007
Posted by kaosktrl in CMS, Software Libero, eventi.1 comment so far
Se avevate provato Mambo e non vi era piaciuto potete sempre provare Joomla magari prima del Joomla Day organizzato dalla comunità italiana il 19 Gennaio a Roma.
Il programma si articola per tutta la giornata, verrà spiegato come passare dalla versione 1.0 alla 1.5 e quindi illustrati i miglioramenti, verrà spiegato come usare Joomfish che è uno strumento che vi aiuta a seguire il processo di traduzione, sarà presentato Joomla FAP (For All People) mirato ad aiutare le persone non abili operando sulla accessibilità e ancora Virtuemart come soluzione e-commerce per Joomla e WebToDvb un componente per Joomla per la creazione di contenuti MHP per il digitale terrestre.
Se la cosa già vi interessa vi ricordo che l’evento è a partecipazione gratuita ma la registrazione obbligatoria e avranno accesso solo le prime 500 persone registrate, percio’ fatelo subito .
Intanto vi illustro come installare la versione stabile italiana di Joomla 1.0.13 in Xampp:
1) scaricate il file compresso da qui;
2) estraetelo nella cartella di Xampp e aggiungete al file di configurazione httpd-xampp.conf, che si trova nella cartella in /xampp/apache/conf/extra le seguenti righe:
Alias /joomla “C:/xampp/joomla/”
<Directory “C:/xampp/joomla”>
AllowOverride AuthConfig
Order allow,deny
Allow from all
</Directory>
Ovviamente la cartella che avete estratto si deve chiamare “joomla“.
3) Avviate Xampp (Apache e MySQL) e puntate con il vostro browser alla url:
http://localhost/joomla
4) Vi compare la prima pagina dove viene fatta una analisi di sistema (se avete PHP>=4.1.0 ecc ecc) e se ci sono i permessi per scrivere nella cartella;
5) Andate avanti e accettate la licenza GPL v2;
6) Fornite i soliti dati: nomehost (”localhost”), utente di accesso e un database a vostra scelta;
7) Scegliete il nome del vostro sito
8 ) Confermate le impostazioni del path e Url e fornite l’email dell’amministratore
9) Congratulazioni! Ora avete la possibilita di accedere al sito o al pannello di amministrazione, nel frattempo vi viene detta la password di amministratore e di cancellare la cartella installation che si trova all’interno di joomla.
10) Ci doveva essere un 10° punto
Se accedete al pannello di amministrazione avrete il vostro carino Pannello di controllo dove potete gestire i contenuti, le sezioni, le categorie le lingue, gli utenti ecc ecc. Altrimenti se accedete al sito potete vedere la struttura del vostro sito con tanto di menu, news e sondaggi.
Buona gestione di contenuti con Joomla e…partecipate numerosi all’evento!
Mpd e Icecast: radio web e musica libera per tutti Dicembre 16, 2007
Posted by kaosktrl in Software Libero, internet, ubuntu.add a comment
Lo scopo di questo articolo è la creazione di una radio web installata su Ubuntu tramite strumenti come Mpd e Icecast che è uno streaming media server. Nel concreto Mpd è fondamentalmente un player (che funziona in modalità client/server avrete cioè bisogno di un client come Gmpc) che redirige l’output su Icecast il quale vi permette di ascoltare la musica via web tramite il protocollo http.
Di cosa avete bisogno? Presto detto, installate tramite apt Mpd, Icecast2 e gmpc:
sudo apt-get install mpd icecast2 gmpc
Gmpc in pratica dovrà collegarsi alla porta 6600 dove è in attesa Mpd il quale dovrà redirigere l’output sulla porta 8000 di IceCast al quale potrete poi collegarvi con un player audio come VLC. Non è complicato, non vi preoccupate.
Andiamo quindi a modificare il file di configurazione di Mpd che è /etc/mpd.conf. Come potete vedere alla linea:
music_directory: “/var/lib/mpd/music”
viene impostata la directory che dovrà contenere la vostra musica. Copiate ad esempio il file ubuntu Sax.ogg che si trova nella directory /usr/share/example-content in /var/lib/mpd/music tramite il comando:
sudo cp /usr/share/example-content/ubuntu\ Sax.ogg /var/lib/mpd/music/
Ora dovete aggiornare il database di mpd tramite il seguente comando:
sudo mpd –create-db
il quale vi risponderà :
added ubuntu Sax.ogg
Ora nella sezione Audio Output di /etc/mpd.conf decommentate (togliete in ogni riga il simbolo #) la terza struttura relativa ad IceCast, se decommentate la prima relativa ad ALSA potrete anche sentirla (nella struttura relativa ad IceCast lasciate commentato la voce quality perchè dovete scegliere tra quality e bitrate).
Ora proviamo intanto la trasmissione, fate partire mpd:
sudo /etc/init.d/mpd start
Lanciate gmpc:
gmpc
In fondo a destra vedete 2 pulsanti, uno per la configurazione, l’altro per la gestione delle playlist. Cliccate sul primo e nella connessione premete sul pulsante che vi permette di connettervi al server Mpd. Andate ora nella gestione delle playlist e nella sezione del file system clicccate con il tasto destro del mouse sul file ubuntu sax in modo da scegliere l’opzione Add oppure basta cliccare due volte sul file. Il file viene aggiunto alla sezione playlist corrente. Mettete la musica in ripetizione e fate su play, partirà la musica.
Ora passiamo a Icecast. Aprite il file icecast2 in /etc/default:
sudo gedit /etc/default/icecast2
mettete a true la voce ENABLE per far partire il programma come demone.
Giusto per informazione potete modificare la configurazione di Icecast modificando il file /etc/icecast2/icecast.xml tra cui la password di accesso (che come forse avete notato la deve conoscere anche Mpd) o ancora il numero massimo di connessioni.
Fate partire icecast:
sudo /etc/init.d/icecast2 start
Ora dal vostro browser, ad esempio Firefox, digitate l’url:
locahost:8000
dovete inserire admin come username e hackme come password (quella di default). Vi ritroverete nello status di Icecast che vi presenta una serie di informazioni se invece andate nella sezione admin potete vedere molti più dettagli, in particolar modo nella sezione del mount point potete vedere la lista degli ip dei client connessi, da quanto tempo sono connessi, il software che usano e avete anche la possibilità di kickarli.
Come potete vedere al flusso viene assegnato un mount point nel caso di esempio: mpd.ogg.
Vi manca un ultimo passo, collegarvi da un qualunque pc con un player che supporti il codec ogg, ad esempio VLC, alla seguente url:
http://<ip del computer o localhost>:8000/mpd.ogg
ad esempio:
http://192.168.93.128:8000/mpd.ogg
e sentirete la vostra radio preferita!!!
Una nota: dovete disabilitare l’output audio ALSA altrimenti sentirete la musica 2 volte se lanciate il player dallo stesso pc del server, lo potete fare direttamente da gmpc nel pannello configurazione alla sezione impostazioni server.
Buona radio e mi raccomando diffondete la musica legalmente!
Ah, per ogni info su mpd digitate:
man mpd
o
man mpd.conf
phpBB 3: dall’Olimpo con furore Dicembre 16, 2007
Posted by kaosktrl in Software Libero, forum.add a comment
A circa 7 mesi dal lancio della prima Release Candidate si è arrivati finalmente alla versione stabile di PhpBB 3 presentandosi con caratteristiche migliori del suo precedente (vedi riferimento 1).
PhpBB 3 “Olympus” è una applicazione web rilasciata in GPLv2 e realizzata in PHP per la creazione un forum ma, rispetto a molte altre applicazioni web in PHP, permette la sua installazione su diversi database:
- MySQL 3.23 o superiore
- PostgreSQL 7.3+
- SQLite 2.8.2+
- Firebird 2.0+
- MS SQL Server 2000 o superiore
- Oracle
Richiede obbligatoriamente PHP 4.3.3 o superiore.
Vediamo come installarlo con Xampp in 2 click; l’installazione è simile a quella di WordPress o Mediawiki, scaricate (il file zip occupa poco più di 2 mega) ed estraete il file compresso di phpBB 3 dentro la cartella di Xampp e inserite all’interno del file httpd-xampp.conf che si trova nella directory /apache/conf/extra, la seguente struttura:
Alias /phpBB3 “C:/xampp/phpBB3/”
<Directory “C:/xampp/phpBB3″>
AllowOverride None
Order allow,deny
Allow from all
</Directory>
Ora inserite la seguente url nel vostro browser:
http://localhost/phpBB3
Vi comparirà un testo che vi accoglierà e seguirà nella fase di installazione o aggiornamento dalla vecchia versione PhpBB2, infatti si potrà cliccare sulla tab relativa ad una nuova installazione o quella relativa alla conversione. Scegliamo nuova installazione e premiamo il pulsante per il prossimo passo:
- verrà fattà una analisi di sistema dove, se tutto è configurato bene, vi verrà permesso di cliccare sul pulsante relativo ad una nuova installazione.
- ora dovete configurare l’impostazione relativa al database, impostando il “localhost” come Database server hostname, il nome del database e l’utente la password relativa: create prima il database tramite phpmyadmin, e poi se volete un utente o altrimenti per prova potete usare l’utente “root”.
- in questo passo, dovete gestire l’aspetto amministrativo del forum quindi create l’amministratore con relativa password ed email
- Ora, avendo conferma che il file di configurazione è stato scritto e tralasciando le impostazioni avantate (SMTP server e impostazioni url), possiamo procedere alla vera e propria installazione semplicemente cliccando sul prossimo pulsante al fine di creare le tabelle del database.
- “Congratulazioni!”, cosi vi rasserena phpbb3 permettendovi ancora una volta di effettuare una conversione o passare al pannello di amministrazione ACP (Administration Control Panel) ma prima, come suggerito, dovrete cancellare la sotto cartella “install” usata da phpbb3 per la procedura di installazione perchè altrimenti potete accedere solo al pannello ACP e non nel forum vero e proprio (se non lo fate nell’ACP vi verrà ben evidenziato percio’ fatelo subito).
Dall’ACP potete gestire di tutto, utenti, gruppi, moderatori, configurare le board, l’autenticazione (magari anche tramite un server LDAP), configurare le impostazioni del server e inoltre lo stile del vostro forum scegliendo tra template e temi che potete installare o modificare.
Per poter passare alla visualizzazione del forum premete sul link “Board index” in alto a destra.
Non mi resta che augurarvi buon divertimento col vostro forum!
Rif 1: http://www.phpbb.com/about/features/
Nota: la versione dal sito ufficiale è in inglese potete scaricare o i language packs dal sito oppure la versione italiana dal sito della comunità italiana