Open Clip Art Library: una raccolta di immagini libere Febbraio 27, 2008
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Con Jamendo avevamo visto una raccolta di musica che si puo’ scaricare gratuitamente e che è coperta da licenza Creative Common.
Open Clip Art Library, come da titolo, vuole essere un sito dove vengono raccolte immagini che pero’ vengono pubblicate come Pubblico Dominio cioè di tutti e si puo’ farne qualsiasi uso. La denominazione di Pubblico Dominio è dovuta al formulario di Creative Common sul pubblico dominio.
Allo stato attuale ci sono poco più di 7000 clip art, ognuna con un nome, autore, data, tag e licenza PD (Pubblico Dominio).
Esiste un motore di ricerca semplice e avanzato (fornito da Google). Le clip art possono poi essere scaricate tutte insieme dalla sezione Download e il file zip attuale occupa circa 132MB.
Nella sezione FAQ (che è un wiki) trovate consigli su come trasformare le immagini da un tipo ad un altro, quali strumenti usare per l’editing ecc ecc.
Buona clippata!
Workshop su Archeologia e Software Libero Febbraio 25, 2008
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(Si avete capito bene il Software libero rientra anche in questo campo)
L’8 e il 9 maggio a Padova si terrà il 3° Workshop dal titolo:
Open Source, Free Software e Open Format nei processi di ricerca archeologica
dove verra’ affrontato, in particolar modo, il tema dei formati liberi e della legislazione inerente ai dati archelogici.
L’ingresso è a partecipazione gratuita tuttavia viene richiesto di inviare una email al seguente indirizzo:
workshop.archeologiaos@unipd.it
a solo scopo organizzativo.
Se la curiosità da bravi archeologi o da appassionati di Software Libero non vi manca puo’ essere una stimolante occasione per capire quali sono le problematiche in questo campo.
Per maggiori dettagli:http://www.perseo.lettere.unipd.it/workshop08/doku.php
Si puo’ fare - Software Libero nelle Pubbliche Amministrazioni Febbraio 25, 2008
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Il 27 febbraio a Trento si terrà l’incontro:
Si puo’ fare - Software Libero nelle Pubbliche Amministrazioni
organizzato dalla Fondazione Bruno Kessler.
L’incontro, a partecipazione gratuita, si propone come un’occasione per avvicinarsi al mondo del Software Libero, in particolare nella Pubblica Amministrazione con diversi casi studio di alcuni comuni. Si affronteranno tematiche che vanno dall’interoperabilità di soluzioni informatiche ai formati aperti all’uso di licenze libere con una serie di dimostrativi presentati da alcune imprese.
Per maggiori dettagli:
Sugar CRM : un CRM open source (ed anche commerciale) Febbraio 24, 2008
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Nella azienda in cui lavoro si stava pensando di adottare un CRM, voci hanno sussurrato la parola Sugar CRM, ed ecco che ho provato ad installarlo.
Intanto probabilmente vi chiederete: cosa è un CRM? Per una breve risposta vedere qui.
Bene, ora che lo sapete, nel panorama dei CRM open source Sugar CRM si pone come una applicazione web che ha bisogno di un sistema Apache, MySQL e PHP (non è propriamente vero in quanto puo’ usare IIS e SQL Server, Oracle) e quindi ci basta aver installato Xampp che fornisce facilmente tutto cio’.
Nota: un elenco di software CRM open source potete trovarlo qui.
Se siete andati sul sito avete di sicuro visto che Sugar CRM si presenta in versione Community Edition, Professional e Enterprise, potete vedere le differenze qui. Prima di installarlo potete vederne una demo.
Quella che ho provato è la versione Community Edition 5.0 il cui file zip occupa circa 13 MB e che è rilasciata con licenza GPL 3.
Una volta installato Xampp non dovete fare altro che estrarre il file zip scaricato all’interno della cartella di Xampp, rinominate la cartella estratta in sugar (state attenti ad una possibile sotto cartella creata in fase di estrazione).
Ora andate nel file /xampp/apache/conf/extra/httpd-xampp.conf e aggiungete queste linee:
Alias /sugar “C:/xampp/sugar/”
<Directory “C:/xampp/sugar”>
AllowOverride None
Order allow,deny
Allow from all
</Directory>
Dove si presume che Xampp sia installato nella cartella C:/xampp e Sugar CRM nella cartella sugar.
Ora sarebbe quasi tutto a posto, dobbiamo settare 2 impostazioni una obbligatoria e una opzionale che vanno impostate nel file C:/xampp/apache/bin/php.ini :
1) quella obbligatoria è impostare il limite di memoria ad almeno 40MB, cambiando la seguente variabile:
memory_limit = 40M ;
2) quella opzionale è abilitare il modulo curl semplicemente togliendo il carattere “;” che sta ad inizio riga avendo quindi:
extension=php_curl.dll
Bene, una volta salvato, avviate Apache e MySql dal vostro Xampp control panel e puntate il vostro browser all’indirizzo:
http://localhost/sugar
e partirà l’installazione:
- la prima pagina che vi compare vi spiega, in inglese, che durante l’installazione verra fatta l’analisi dei requisiti e che potete scegliere tra una installazione tipica e custom (vi preannuncio che ho scelto la versione tipica), clichiamo su “next”;
- accettiamo la licenza GPL 3 e clicchiamo su “next”;
- selezioniamo installazione tipica e clicchiamo su “next”;
- selezioniamo il database MySQL (alternativamente c’è SQL Server) e clicchiamo su “next”;
- ci ritroviamo in una pagina dove dobbiamo inserire il nome utente e la password di un amministratore per il database, io ho inoltre abilitato la possibilità popolare il database con dati demo cosi’ da poter vedere un possibile scenario. E’ possible inoltre modificare il nome del database proposto (che è sugarcrm) e di creare un nuovo utente per l’accesso al database (cosa che non ho fatto ma che invito a fare in quanto altrimenti viene scelto per default l’amministratore). Clicchiamo su “next”;
- ora ci viene chiesto il nome utente e password dell’amministratore della vostra applicazione che potete scegliere a piacimento, cliccate su “next”;
- ci ritroviamo in una pagina dove ci vengono chieste le impostazioni locali: data e moneta. Dovreste solo cambiare la moneta in euro, cliccate su “next”;
- ci ritroviamo alla pagina dove vengono riassunte tutte le impostazioni che abbiamo scelto in precedenza e anche la verifica dei requisiti di sistema. Potete stampare la pagina se volete o più direttamente cliccare su “install” e attendete qualche attimo per la creazione del database, a fine creazione cliccate su “next”;
- ora potete riempire un modulo per ricevere informazioni sul prodotto oppure cliccare semplicemente su “No Thanks”.
Dopo aver fatto questa semplice installazione siamo di fronte alla pagina iniziale dove dobbiamo fornire i dati dell’amministratore inseriti prima potendo scegliere da subito diversi temi a disposizione mentre per la lingua c’è la lingua inglese che se non vi piace potete scaricare un language pack da qui.
Una volta loggati, potete in basso, ancora una volta, scegliere il tema (alcuni sono carini) mentre al centro vi viene chiesto subito di impostare l’orario locale.
In alto a destra avete una barra dove potete modificare le impostazioni personali dall’account allo stile della pagina; a partire da in alto a sinistra avete una barra che vi presenta diverse possibilità : calendario, documenti, attività , contatti ecc ecc e a sinistra avete un menu contestuale a quello che state gestendo.
Non mi resta che augurarvi buona esplorazione!!!
P.S. per una presentazione del software ho trovato questo link:
Jamendo.com: musica gratuita e legale Febbraio 15, 2008
Posted by kaosktrl in creative common, internet, musica.add a comment
Stasera ho scoperto il sito Jamendo.com, forse tardi ma meglio tardi che mai, e per quelli che non lo conoscono vi avviso subito che la musica è coperta da licenza Creative Common (è più che legale), anzi gli stessi artisti vengono informati che possono anche guadagnarci grazie alle donazioni degli utenti avvisando inoltre quali sono i diritti in ogni momento (nel caso vogliono vendere il loro album o rimuovere la propria musica).
Gli album si possono sentire e scaricare interamente non solo via semplice connessione http ma anche tramite file torrent attraverso le reti eMule e BitTorrent.
Tra l’altro è possibile inglobare l’album scelto in un widget tra questi tipi di blog: MySpace, Blogger.com, Skyrock, Opera Community, WordPress 2.x, DotClear 1.x e 2.x, GandiBlog e qualsiasi sito/blog che supporta l’html/xhtml.
Buon ascolto/download!
Aduct: esposto all’Antitrust Europeo per denunciare Microsoft Febbraio 14, 2008
Posted by kaosktrl in Windows, eventi.add a comment
Come da titolo, nel caso ve lo siate perso, l’Aduc, l’associazione per i diritti degli utenti e consumatori, ha presentato esposto all’Antitrust della Commissione Europea per denunciare l’abuso di posizione dominante di Microsoft.
Nel link indicato potete seguire anche le vicende con tanto di modulo per la richiesta di rimborso dell’installazione di Microsoft Windows non voluta con la sentenza favorevole del Giudice di Pace Alberto lo Tufo di Firenze.
Riferimenti: http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=210344
Openlaszlo: l’open tra le applicazioni RIA Febbraio 14, 2008
Posted by kaosktrl in RIA, Software Libero, ajax, web 2.0.add a comment
Per chi non lo conoscesse Openlaszlo è una valida alternativa open source e multpiattaforma in ambito RIA.
Non voglio tratternermi molto sull’argomento RIA, occorre dire che nel panorama RIA non è facile scegliere tra i diversi framework: Adobe Flex, JavafX, Silverlight oltre a Google Web Toolkit e Echo che avevo già accennato in un precedente post.
A parte gli ultimi due che permettono di programmare direttamente in linguaggio Java, gli altri utilizzano nuovi tipi di linguaggi: Flex usa l’Mxml, JavaFx usa il JavaFx script, Silverlight Xaml mentre il nostro Openlaszlo usa Lzx.
Lzx è un misto tra Xml e Javascript, non c’è da preoccuparsi di imparare questo linguaggio perchè risulta di facile uso e vedrete il perchè. Lzx viene trasformato in SWF (file flash) poi interpretato dal browser e dal Flash player installati.
Openlaszlo, viene rilasciato con licenza Common Public License 1.0 e ha bisogno dei seguenti requisiti:
- Java 1.4 o superiore
- Un java servlet container, di cui viene già fornito con l’installazione
- Flash Player 7 o superiore
Come ho detto dispone di un java servlet container che è Apache Tomcat che anche se non avete mai visto non avrete difficoltà ad usare.
Potete scaricare OpenLaszlo direttamente dal sito. Io ho scaricato la versione 4.0.9 per Linux che occupa circa 35MB.
Aggiornamento: per questioni di modularità alla fine ho preferito installare Tomcat 5.5.26 e la versione dev Kit di Openlaszlo (sempre 4.0.9) e non la sola servlet. Se preferite anche voi questo modo, scaricate Tomcat core e l’administration web application (che per chi non lo sapesse hanno solo reso tomcat più modulare staccando il pannello di amministrazione a sinistra). Sovrascrivete le cartelle contenute nell’administration web application in Tomcat e scegliete se copiare direttamente openlaszlo nella cartella webapps oppure fare l’upload del file war dal pannello di amministrazione.
Openlaszlo non fornisce pero’ un ambiente di sviluppo ed ecco che vi consiglio di scaricare Spket IDE che è un editor javascript che riconosce la sintassi Lzx che è gratuito per usi non commerciali mentre per uso commerciale costa 30$ a persona altrimenti potete usare un comune editor di testo magari che riconosca la sintassi xml e javascript.
Il file di installazione è un file jar che viene eseguito ovunque sia installato java, e la sua dimensione massima è circa 10MB (che ho scaricato) altrimenti potete scaricarlo come plugin per Eclipse poichè proprio su Eclipse si basa.
Aggiornamento: per altri tool vedere qui!
Torniamo a Openlaszlo. Una volta scaricato il file, estraetelo e vi ritroverete una cartella il cui nome è lps-4.0.9.1. All’interno troverete la cartella Server in cui è presente la cartella tomcat-5.0.24 dove si trova il nostro bel server.
Di Tomcat vi serve solo sapere il necessario in particolare la cartella bin e la cartella conf. Nella cartella bin trovate essenzialmente i file eseguibili startup.sh e shutdown.sh (e gli equivalenti bat per Windows) che avviano e fermano Tomcat. Nella cartella conf trovate il file di configurazione server.xml e il file per l’accesso agli utenti tomcat-users.xml. Esiste poi la directory logs dei file di log dove potete sbirciare in caso di problemi.
Il file di configurazione potete non toccarlo a meno che volete cambiare la porta su cui gira nel caso ci sono altri server che possono essere in ascolto sulla stessa. Al file degli utenti, vi consiglio di aggiungete la linea:
<user username=”admin” password=”admin” roles=”admin,manager”/>
Subito dopo le righe dei ruoli ma prima del tag </tomcat-users>. Questo perchè per ragioni di sicurezza il ruolo di amministratore viene disabilitato, ora lo abilitiamo ma ovviamente potete scegliere una qualunque password.
Siamo pronti per avviare Tomcat, ci serve un’ultima cosa, impostare la variabile d’ambiente JAVA_HOME dove Tomcat puo’ trovare la java virtual machine. Su Ubuntu, che è la distribuzione che uso, la java virtual machine dovrebbe stare in /usr/lib/jvm/ al cui interno ci sono le varie cartelle a seconda delle java virtual machine installate e il link simbolico a quella corrente (che potete determinare dando il comando java -version), ad esempio nel mio caso do il seguente comando:
export JAVA_HOME=/usr/lib/jvm/java-1.5.0-sun
Ora siamo effettivamente pronti, eseguiamo il file startup.sh che vi ho descritto prima e partirà Tomcat a cui potete accedere dal vostro browser andando all’indirizzo:
http://localhost:8080/
Nella colonna a sinistra cliccate su Tomcat Manager e dovrete mettere l’utente e la password che abbiamo visto prima. Vi compare l’elenco delle applicazioni che sono caricate tra cui OpenLaszlo Server a cui potete accedere semplicemente cliccando sul path “/lps-4.0.9.1“.
Ora l’accesso e la configurazione di Tomcat potevo anche risparmiarvelo ma per chi non lo conosce ne ho approfittato per descriverlo, bastava quindi digitare il path:
http://localhost:8080/lps-4.0.9.1/
Comunque sia ora dovreste trovarvi alla pagina iniziale di Openlaszlo e vi consiglio di cliccare direttamente sul link Welcome dove vi viene chiesto di eseguire Openlaszlo explorer in versione Flash o DHTML. Vi viene data questa opportunità anche perchè Openlaszlo non solo trasforma Lzx in formato SWF ma anche in DHTML permettendo quindi la visualizzazione su browser non dotati di Flash Player (direi più che altro nei dispositivi mobili). Il risultato in SWF e DHTML è sorprendentemente uguale!
Tra l’altro una applicazione lzx puo’ essere creata in modo proxies cioè colloquiando con il server e in modo SOLO cioè una applicazione standalone (il vostro flash da incorporare in una pagina html) più vincolante ma più performante.
In ogni caso lo avviate, sulla sinistra vi compare un menu dinamico che vi illustra le basi di OpenLaszlo e che vi consiglio di seguire passo per passo.
Nel menu a sinistra troverete alcune demo, dei tutorial per spiegarvi l’uso delle componenti, alcune piccole applicazioni, le componenti e la documentazione (senza andare on line). La documentazione è parzialmente aggiornata alla versione attuale (viene consigliato il rimando a quella della versione 3.4) tuttavia si presenta bene (potete vedere un esempio qui) dove per ogni oggetto viene mostrato un esempio, la descrizione della super classe e gli eventuali metodi ereditati, i propri metodi ed eventi e il confronto tra javascript e lzx.
Come avrete notato, Openlaszlo integra oggetti predefiniti quali pulsanti, liste, oggetti in generale e questi possono essere dotati di eventi. Esistono eventi predefiniti (al clic del mouse, ecc.) o eventi che potete definire voi (ad esempio particolari animazioni). Gli oggetti stessi poi possono essere racchiusi in una classe e quest’ultima puo’ essere estesa. Nel complesso quindi lzx si presenta come un linguaggio ad oggetti gestito ad eventi.
Openlaszlo aiuta anche con una console che puo’ essere usata per modificare l’applicazione in real time (modificando un oggetto o il modo in cui l’applicazione deve essere compilata), come debug scrivendo nel codice dei metodi che stampano un output su console e per esplorare lo stato di un oggetto all’interno della applicazione
Per quanto riguarda i dati, occorre dire che Openlaszlo, ha bisogno di ottenere dati in formato xml, caricando direttamente un file xml oppure mediante una pagina dinamica (JSP, ASP, PHP ecc.) che trasformi i dati presi da un database in formato xml. Un esempio:
<canvas>
<dataset name=”dset” src=”phonebook.xml”/>
<simplelayout axis=”y”/>
<view datapath=”dset:/rubrica/impiegato”>
<simplelayout axis=”x”/>
<text datapath=”nome/text()”/>
<text datapath=”cognome/text()”/>
<text datapath=”telefono/text()”/>
</view>
</canvas>
Come potete vedere con tag dataset si prende la sorgente di dati, che puo essere un indirizzo di una pagina dinamica, e con il tag datapath si estrae il contenuto che vogliamo. In particolar modo, per estrarre il contenuto si usa il linguaggio Xpath a cui vi rimando qui per una rapida occhiata.
Dopo aver visto tutto probabilmente vi verrà voglia di sperimentare e creare da voi stessi una applicazione lzx.
Una volta installato Spket IDE (noterete come sia stato ridotto al minimo Eclipse), potete creare un nuovo progetto e creare un nuovo file lzx. Mentre digitate vi viene consigliato il tag o l’attributo che ne fa parte, sotto vi compare una breve descrizione del tag, a destra troverete gli snippet (tag completi di attributi) che potete trascinare nel file mentre in basso a sinistra potete navigare nella struttura del file.
Nota: per poter poi eseguire l’applicazione in via rete questa va copiata all’interno della cartella lps-4.0.9.1 che si trova all’interno della cartella Server che abbiamo visto prima. Quindi con l’editor Spket quando create un file linkatelo direttamente nella cartella cosi’ non avrete necessita’ di spostarlo poi.
Supponiamo di avere creato all’interno della cartella lps-4.0.9.1 la cartella esempio in cui avete creato un file di nome prova.lzx dovrete digitare nel vostro browser:
http://localhost:8080/lps-4.0.9.1/esempio/prova.lzx
e vi comparirà la vostra applicazione.
C’è da dire che se mettete nel tag canvas l’attributo debug impostato a true (debug=”true”) vi compare la console di debug di base altrimenti potete spuntare la casella debug nella barra di Openlaszlo quando compilate.
Questo è un esempio fatto da un mio amico: http://lsnidero.altervista.org/Ecoles/index.lzx.html
Un grazie a Lorenzo per averla rilasciata in GPL e grazie per i consigli.
Per ulteriori chiarimenti vi faccio notare che è nata la comunità italiana su Openlaszlo a cui vi invito a partecipare.
Come trovo nuovi dettagli li aggiungo…